BENVENUTI, CHIUNQUE VOI SIATE

Se siete fautori del "politcally correct", se siete convinti che il mondo è davvero quello che vi hanno raccontato, se pensate di avere tutta la verità in tasca, se siete soliti riempirvi la bocca di concetti e categorie "democraticizzanti", sappiate che questo non è luogo adatto a Voi.

Se, invece, siete giunti alla conclusione che questo mondo infame vi prende in giro giorno dopo giorno, se avete finalmente capito che vi hanno riempito la testa di menzogne sin dalla più tenera età, se avete realizzato che il mondo, così come è, è destinato ad un lungo e triste declino, se siete convinti che è giunta l'ora di girare radicalmente pagina , allora siete nel posto giusto.
Troverete documenti,scritti, filmati, foto e quant'altro possa sostenervi in questa santa lotta contro tutti e tutto. Avrete anche la possibilità di scrivere i Vostri commenti, le Vostre impressioni, le Vostre Paure e le Vostre speranze.

Svegliamoci dal torpore perché possa venire una nuova alba, una nuova era!


sabato 5 maggio 2012

"SYMPATHY FOR THE DEVIL": GLI ITALIANI COL SEQUESTRATORE DI BERGAMO


Otto anni di carcere: ecco cosa sta rischiando Luigi Martinelli, il sequestratore di Bergamo. Questo è il prezzo della sua disperazione. Doveva pagare una cartella esattoriale di circa 1000 €. Una piccola somma, se vogliamo; evidentemente non sono più i soldi il problema. Il problema sembra essere la situazione in generale o, astraendo, la percezione della realtà. I cittadini vedono ormai nello Stato un estraneo, anzi un nemico. Non si sentono più rappresentati, ma vedono in esso una minaccia per il loro presente e per il loro avvenire. Non sono più disposti a pagare niente, nemmeno un centesimo di tasse, perché tanto ormai regna in essi la convinzione che quei soldi non torneranno agli italiani sotto forma di servizi.
Allora, si schierano dalla parte del sequestratore di Bergamo. Provano simpatia ed un sentimento di profonda compassione e comprensione verso quell'uomo che è stato in grado di dire "basta", compiendo un gesto folle sì, ma che sa di angoscia, di fragilità, di umano. Si rivedono in lui, nell'uomo mite, padre di famiglia, titolare di una piccola impresa, che ormai ha imparato a memoria il numero e l'indirizzo dell'Agenzia delle Entrate, quest'organo dello Stato con cui ultimamente ha avuto sempre più a che fare; questa specie di mostro dalle mille teste e dai mille tentacoli, (vedi Equitalia), che con fare inquisitorio passa in rassegna i tuoi conti alla ricerca di somme dovute e non pagate, di quella parte del tuo sudore di cui è proprietario lo Stato. Inutile dire che ti senti sotto osservazione, minacciato da degli impiegati che ti guardano come per dire: "evasore che altro non sei, tira fuori la grana!".
Se così è, come si fa a dar torto a quegli italiani così solidali con il sequestratore? Come si può non giustificare umanamente il gesto di Luigi Martinelli, di quell'uomo che ha scelto di sfidare la legge penale per chiedere che qualcuno ascoltasse il suo grido di rabbia e disperazione? 
La verità è che siamo tutti stanchi e che tutti ci sentiamo presi in giro. Non se ne può più delle solite parole e delle consuete promesse, che davvero non danno alcun sollievo a chi, quotidianamente, si spacca la schiena per mettere insieme il pranzo e la cena; per chi ogni singolo giorno va alla pompa di benzina, al supermercato e in farmacia, e vede che il suo lavoro, i suoi sforzi e suoi sacrifici valgono sempre meno, non bastano più per assicurare a sé e alla famiglia un oggi dignitoso. Quindi, se i lorsignori non sono in grado di darci una mano per sbarcare il lunario e non intendono alzare il culo dalla poltrona, almeno abbiano il buon gusto e la decenza di tapparsi la bocca. E questo vale tanto per i signori politicanti, quanto per il Ferrara di turno, i quali vengono a dirci che non siamo poi così messi male e che le tasse sono "uno strumento bellissimo", avendo tasca e pancia piene dei nostri soldi. Che facce toste!

Roberto Marzola.

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