BENVENUTI, CHIUNQUE VOI SIATE

Se siete fautori del "politcally correct", se siete convinti che il mondo è davvero quello che vi hanno raccontato, se pensate di avere tutta la verità in tasca, se siete soliti riempirvi la bocca di concetti e categorie "democraticizzanti", sappiate che questo non è luogo adatto a Voi.

Se, invece, siete giunti alla conclusione che questo mondo infame vi prende in giro giorno dopo giorno, se avete finalmente capito che vi hanno riempito la testa di menzogne sin dalla più tenera età, se avete realizzato che il mondo, così come è, è destinato ad un lungo e triste declino, se siete convinti che è giunta l'ora di girare radicalmente pagina , allora siete nel posto giusto.
Troverete documenti,scritti, filmati, foto e quant'altro possa sostenervi in questa santa lotta contro tutti e tutto. Avrete anche la possibilità di scrivere i Vostri commenti, le Vostre impressioni, le Vostre Paure e le Vostre speranze.

Svegliamoci dal torpore perché possa venire una nuova alba, una nuova era!


martedì 27 novembre 2012

ELEZIONI 2013: SE TUTTO VA BENE SIAMO ROVINATI

Che gran casino! Solo questo si può dire dell'Italia a cavallo tra il 2012 e il 2013. Non bastavano i disastri commessi da un governo tecnico, (insediato come tutti sappiamo), che con le sue manovre lacrime e sangue ha portato, come sostiene l'OCSE, il paese sull'orlo di una depressione forse addirittura più grave di quella successiva al Secondo Conflitto Mondiale.
Ci voleva anche l'assurdo teatrino delle primarie, tanto a "sinistra" quanto a "destra", con i vari Renzi e Bersani, da un lato, e Berlusconi, Alfano e gli ex-A.N. dall'altro, che fingono di avere uno straccio d'idea per risollevare la baracca.
Ci volevano pure i casini della Fornero, con gli esodati prima e con tutto il sistema INPS poi, che alimentano qualificate previsioni fatalistiche per il fu sistema di previdenza voluto e realizzato da Mussolini.
Ci volevano anche, infine, le fosche previsioni della stessa OCSE, che preannuncia una secca smentita per l'ottimismo montiano e, dunque, un periodo di forte sofferenza per tutta l'Eurozona ed in particolare per l'Italia, con "Pil in contrazione dell'1%, deficit al 3%, disoccupazione in crescita fino all'11,4%" (fonte).
Un bel quadretto, non c'è che dire. Deve essere proprio arrivato il momento di raccogliere i frutti ultimi del sistema liberal-democratico, completamente marci e per niente affatto gradevoli. Del resto, cosa ci si poteva aspettare da un sistema che ha fatto scempio di ogni etica e ha piegato ogni forma di resistenza filosofica, economica e morale al guadagno facile e smodato? Cosa ci si poteva aspettare di diverso da un modo di spingere "avanti" la società che è un po' come quello di certi ragazzini coi loro motorini ipertruccati, a cui importa soltanto che sfreccino a velocità folli, senza alcun interesse per la sicurezza e la durata nel tempo? Cosa ci si poteva aspettare, infine, da un sistema che premia e pone al vertice non il più meritevole, bensì il più idiota e servizievole, ossia un soggetto che dà ampie garanzie di non interferenza con le decisioni che contano? Solo questo; solo distruzione e miseria. E il "bello" è che l'allarme era stato lanciato da tempo, ma nessuno l'ha preso sul serio, perché troppo distratti da una lunga serie di "diritti". Tra poco non avrete più nemmeno quelli ( e, per rendervene conto, dovreste pensare che v'hanno fatto pure pagare per scegliere un candidato alle elezioni).E' proprio vero: chi troppo vuole...

Roberto Marzola.

venerdì 23 novembre 2012

PROTESTE DI PIAZZA: NON SI FACCIA IL GIOCO DEL SISTEMA

Domani, a Roma, sono attese diverse manifestazioni di protesta contro l'austerità del governo Monti. Lo ritengo un segno parzialmente positivo, perché è pur sempre una speranza che qualcosa possa ancora cambiare, che qualcuno inizi a dirsi finalmente stanco di dover continuamente pagare e voglia reagire. Un buon proposito, dunque, che non deve essere assolutamente vanificato dall'arrendersi alla tentazione, addirittura comprensibile in certi casi, ma assai controproducente ed idiota, di lasciarsi andare alla rabbia cieca se non, peggio, di distruggere e incendiare. Un errore -si diceva- non solo perché si tratta di comportamenti censurabili sotto il profilo etico e legale, ma perché, oltrettutto, offrono un'ancora di salvezza proprio a quei soggetti che la protesta vorrebbe colpire: Napolitano e i suoi figli e figliocci Monti, Fornero, Cancellieri e compagnia bella.
Con la protesta violenta o con i comportamenti delinquenziali, infatti, si permette a questi signori di ripararsi dietro allo scudo dell'ordine pubblico e della sicurezza pubblica, legittimandoli pure ad ipotizzare l'ormai celebre "arresto differito" o l'applicazione del DASPO: niente altro che mezzucci per mandare in galera quanti più individui possibile e, quindi, per dissuadere tanti manifestanti dal partecipare. Questa, a casa mia, è repressione della peggior specie; oltrettutto, è un modo disgustoso, (anche se tremendamente efficace), per non dover ascoltare le voci di insofferenza, di stanchezza e di malcontento che si leveranno delle piazze romane (nella maggior parte dei casi, perché bisognerà aspettarsi pure manifestazioni di bassa lega!). Voci che porranno l'attenzione sui tanto declamati diritti, con cui per un settantennio si sono ammansite le masse; proprio quei diritti a cui lo stato "democratico" non vuole né può dare attuazione, perché troppo impegnato a servire i poteri forti e a curarsi dei privilegi della casta.
Per cui, cari i miei manifestanti, vedete di usare il cervello, almeno stavolta. In ballo non ci sono soltanto la vostra incolumità e la vostra incensurabilità; ci sono anche i destini di tutti quegli italiani che, per i più disparati motivi, non potranno unirsi alla vostra protesta, che -a ben vedere- è la nostra protesta.

Roberto Marzola.

martedì 20 novembre 2012

I PARTITI SI SVEGLIANO. PER COSA?

I partiti politici provano a svegliarsi dal letargo: il 2013 s'appressa e, forse, ci saranno le elezioni. Allora, non si può più sonnecchiare al riparo del governo tecnico; bisogna tornare a strizzare l'occhio all'elettore. Il Partito Democratico va verso le primarie, lasciando presagire uno scontro all'ultimo sangue tra Renzi e Vendola, con Bersani che sembra un passo indietro rispetto agli altri due pretendenti. Lo stesso fa il Popolo delle Libertà, dove Giorgia Meloni prova a contendere lo scettro che fu di Berlusconi ad Angelino Alfano, sempre che tra i due litiganti non goda quel terzo che risponde al nome di Vittorio Sgarbi. Discorso a parte meritano Di Pietro e Grillo. La loro leadership, infatti, non è in dubbio, visto che sia l'ex toga che il comico genovese hanno fatto pulizia di ogni possibile pretendente al trono. Nelle ultime settimane, i due meditano sull'opportunità di un matrimonio tra di loro.
Insomma, è tutto un gran baccano e un gran bell'agitarsi, fatto di dichiarazioni solenni, analisi politico-economiche, interviste sui giornali, primipiani telesivi ecc. Rispondono a tutto i signori politici e a tutti strizzano l'occhiolino. Con quale faccia tosta, però, non è dato sapere. Mi piacerebbe, infatti, poter domandare ad uno qualsiasi di loro come pensano di risollevare le sorti del paese, dato che nel loro programma elettorale non c'è uno straccio di soluzione alternativa a quanto fatto fino ad ora anche da Monti. Uscita dall'Euro e dell'Eurozona? Macchè, (al massimo un referendum abrogativo)! Diminuzione delle tasse? Nossignore! Nazionalizzazione delle banche e delle industrie strategiche del paese? Nein! Misure concrete contro la disoccupazione? Nemmeno. Niente di tutto ciò; solo parole. Le solite, vuote parole di chi non ha mai davvero capito in che direzione giri il mondo e cerca solo di mantenere i suoi privilegi, conquistati in maniera indegna.
Per cui, cari signori politici, seguite il mio consiglio, se volete almeno salvare la faccia: mollate subito la poltrona, non ricandidatevi alle prossime elezioni e ritiratevi a vita privata, possibilmente fuori dall'Italia. Risparmiatecil'ennesima buffonata - oltre ai tutti i compensi che percepite! - che, al massimo, potrà servire solo a spianare la strada ad un altro groverno tecnico al soldo della grande finanza. Ve lo chiede giusto qualche milione di italiani. Adesso con le buone; tra qualche mese, chissà...

Roberto Marzola.

venerdì 16 novembre 2012

ISRAELE: BASTA VITTIME CIVILI; BASTA CONNIVENZA

Questo è ciò che resta di Ahmed Younis Khader Abu Daqqa,13 anni, palestinese , ucciso dalle mitragliatrici israeliane venerdì scorso, vicino a Khan Younis, mentre giocava a pallone nel cortile di casa sua.  













Sono immagini crude quelle vengono dal Medio Oriente. Sono immagini che non si possono più vedere, perché mostrano, ancora una volta, la sofferenza e il dolore della popolazione civile palestinese, colpita da una nuova ondata di violenza da parte delle forze di occupazione israeliane, che hanno ripreso a bombardare Gaza, minacciando persino di fare nuovamente ricorso al fosforo bianco, vietato dalle convenzioni internazionali, proprio come durante l’operazione “Piombo Fuso” del 2008-2009 (fonte).
Sabato pomeriggio, dei militari israeliani hanno inspiegabilmente aperto il fuoco contro dei minorenni che giocavano a calcio ad est del quartiere di al-Shuja’iya, nella città di Gaza. Mohammed Ussama Hassan Harara (16 anni) e Ahmed Mustafa Khaled Harara (17) sono morti sul colpo. Immediata la reazione dei civili palestinesi, che si sono precipitati sul posto, così come immediata è stata un'altra raffica di mitra dei soldati israeliani, che hanno provocato altre due vittime: Ahmed Kamel Al- Dirdissawi (18 anni), e Matar ‘Emad ‘Abdul Rahman Abu al-‘Ata (19) , (fonte: Palestinian Centre for Human Rights).
Giovedì scorso, invece, un altro ragazzino palestinese, Ahmed Younis Khader Abu Daqqa, di 13 anni, giocava a calcio con degli amici nel cortile di fronte a casa sua. Indossava la maglia del suo beniamino Ozil, calciatore del Real Madrid. Forse non sapeva nemmeno che a poco più di un chilometro di distanza da quel campo di gioco improvvisato si trovavano delle forze israeliane, le quali hanno aperto il fuoco contro di lui, ferendolo a morte. Ahmen è morto in ospedale, dopo circa un'ora di agonia (fonte: Rosa Schiano, attivista dell’Ism a Gaza, che ha parlato con il papà di Ahmed).
E cosa dire della piccola Raneen Arafat, di appena 4 anni, il cui corpo giace all'ospedale di Shifa, massacrato da uno dei ventuno raid israeliani contro la terra in cui è nata e cresciuta? E cosa dire, invece, di Jihad Masharawi, che allo stesso ospedale di Shifa si è presentato con in braccio il corpo senza vita di suo figlio Amhad, di appena undici mesi, ucciso in un rogo provocato dai bombardamenti israeliani? (fonte).
Niente, perché non ci sono davvero parole per descrivere una simile ferocia, un simile odio e un simile disprezzo per la vita di civili e bambini. Parimenti, lasciano senza parole e tanto amaro in bocca gli apprezzamenti e le dichiarazioni di sostegno incondizionato che gli USA e i principali governi d’Europa hanno rivolto al presidente Israeliano,
Netanyahu, nonostante questi autentici atti criminali. Mi viene da dire solo basta: basta con la violenza e con la sete di sangue degli invasori contro chi in quelle terre ha da sempre vissuto; basta con il sangue innocentemente versato; basta alla legislazione razzista di Israele e alle sue brame di dominio su tutta l’area mediorientale; basta pure con la connivenza dei governi occidentali e delle istituzioni internazionali. Che aprano gli occhi e che vedano di che razza di crimini si sta macchiando “l’unica oasi di democrazia nel medi oriente”, invece di rendersi loro complici!
E, per favore, iniziamo anche noi comuni cittadini ad aprire gli occhi e la bocca: non tanto e non solo per esprimere vicinanza e solidarietà alla popolazione palestinese – unica vera popolazione autoctona in quell’area! - , ma anche per comprendere i foschi scenari internazionali che si profilano all’orizzonte e che fanno presagire una sanguinosissima guerra tra gli USA e Israele da un lato e, dall’altro, gran parte dei paesi arabi, forse supportati da Russia e Cina. Praticamente, un nuovo conflitto mondiale, reso ancor più temibile per la presenza di armamenti nucleari da tutte le parti. Per cosa? Per la sete di potere e di petroldollari del “popolo eletto da Dio” e dei suoi tirapiedi. Un progetto politico-economico così crudele e disgustoso che non deve essere assolutamente avallato.

Roberto Marzola.

mercoledì 14 novembre 2012

MERILL LYNCH: VIA L'ITALIA DALL'EURO

A chi, da sempre, cerca notizie non conformi e a chi vuole capire davvero i meccanismi di funzionamento dell'alta finanza, la notizia non sarà di certo sfuggita: Merrill Lynch -una banca d'investimento americana, oggi confluita all'interno di Bank of America-ha compiuto uno studio, (disponibile qui), in cui applica la "teoria dei giochi" al Belpaese, traendone una conclusione che ha dello sconvolgente: l'Italia avrebbe tutta la convenienza di questo mondo ad abbandonare l'Euro e dovrebbe farlo prima che siano i mercati a richiederlo. Perché? Perché se uscisse "in maniera ordinata" - così si esprime il rapporto - "godrebbe di benefici in termini di miglioramento della competitività, crescita economica e finanza pubblica". Nelle righe successive, poi, si aggiunge: "L’eventuale uscita dall’euro oltre a rendere possibile, attraverso la svalutazione, il riequilibrio della bilancia commerciale e in prospettiva una crescita guidata dalle esportazioni, avrebbe effetti benefici anche sui tassi di interesse, poiché i mercati sarebbero rassicurati dal ritorno alle monete nazionali, fattore che ridurrebbe la possibilità di un default". Vi rimando allo studio per vedere coi vostri occhi tutte le analisi economiche e tutti i dati utilizzati per giustificare simili conclusioni.

Ora, io non sono un esperto di economia. Lungi da me, poi, la convinzione che quanto detto da una banca, (si noti bene: da una qualsiasi banca), possa considerarsi come verità assoluta ed incontrovertibile. Di una cosa, però, mi sono convinto o, meglio, ho avuto conferma: siamo tutti quanti in mano ad una classe politica inetta e asservita a quella che Pound definiva - poeticamente e non per questo in maniera meno preoccupante- come "la grande usura".
Come fanno, infatti, i vari Monti, Bersani o Grillo ad affermare che sarebbe una pazzia anche solo pensare di lasciare l'Euro? Quali sono i dati e le motivazioni economiche che li portano a tirar dritto per la loro strada, senza tener conto del monito lanciato da Merrill Lynch e da Bank of America, oltre al grido di disperazione di quei tanti, troppi, che non ce la fanno più? In altre parole, perché questi signori, che in teoria dovrebbero rappresentare gli interessi degli italiani e non quelli dell'Europa bancaria, sono così convinti che convenga sottostare al gioco dello spread e del Mes, (che ci obbligano, rispettivamente, a manovre lacrime e sangue e a prendere soldi in prestito previo tasso d'interesse vicino al 7%), piuttosto che mollare tutto e camminare con le proprie gambe? Domande a cui, prima o poi, dovranno rispondere davanti all'Italia tutta; risposte che, in una prospettiva romantica, mi auguro li condannino all'eterna dannazione per l'immondo crimine che stanno consapevolmente arrecando al popolo italiano e all'Europa tutta. 

Roberto Marzola.

______________

Consiglio:

http://www.investireoggi.it/economia/perche-litalia-e-il-paese-che-ha-piu-convenienza-ad-uscire-dalleuro/

http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/fermi-tutti-bank-of-america-merrill-lynch-unuscita-ordinata-dalleuro-sarebbe-benefica-per-litalia-41516.htm

http://blog.debiase.com/2012/07/sulle-sirene-che-suggeriscono-luscita-italiana-dalleuro/

http://www.forexinfo.it/L-Italia-puo-uscire-dall-Euro

giovedì 8 novembre 2012

L’ELEZIONE DI OBAMA E L’IPOCRISIA DEGLI ITALIANI



Giornalisti che godono come una verginella al suo primo orgasmo; conduttori TV e intellettuali da salotto che si lanciano in interminabili apologie; comuni cittadini che fanno sentire forte il loro grido di giubilo: “ah, Barack Obama ha vinto di nuovo! W il presidente colto e tollerante”. E giù con letterine scritte da una bambina,adottata una coppia gay, che si lagna con l’inquilino della Casa Bianca su quanto sia incivile quella parte di mondo che condanna questa scelta; giù con la melliflua risposta del presidente; via ai fervorini razzisti che esaltano il “nero è bello”; via con le richieste per il riconoscimento delle famiglie omosessuali e della droga libera; via coi facili entusiasmi.
  Insomma, è tutta un’orgia (di idiozia?) l’Italia del dopo election day. Se i signori permettono e hanno finito i loro festeggiamenti, però, avrei un paio di domande da fare: perché? Cosa si aspettano che faccia Mr. Barack Obama?   
Domande lecite, se si pensa che questo signore è l’uomo delle promesse non mantenute. Doveva assicurare la prosperità dei mercati con la sua ri-elezione ed invece le borse sono andate a picco, con Moody’s che addirittura minaccia il declassamento. Si era proposto contro Bush Jr., indicandolo come colui il quale aveva permesso ai pescecani dell’alta finanza di innescare la crisi mondiale, ma si è dimostrato presto incapace di tenere in piedi la baracca. Lo avevano spacciato per paladino dell’ambiente e delle energie pulite,  quando invece non ha fatto altro che aumentare la produzione di petrolio, (queste le sue parole: “Stiamo producendo più petrolio e gas della precedente amministrazione guidata da un petroliere”),per ottenere l’agognata “indipendenza energetica”.  Doveva essere l’uomo della pace, (e per questo gli hanno dato pure il Nobel), ma è stato pur sempre il presidente che ha (tele)comandato le azioni di guerra nel Nord Africa e nel Vicino Oriente, rendendosi responsabile delle morti di Osama Bin Laden e  di Gheddafi, trucidati senza neanche uno straccio di processo. Si era proposto e continua a proporsi come il difensore delle classi più disagiate, ma la povertà in America non cala affatto, tant'è che ha perso circa 10 milioni di voti da parte degli americani, evidentemente delusi.
Cosa resta, dunque, di questo nuovo Messia di quel liberal-capitalismo che, in Italia, svolta pericolosamente a sinistra? Come si giustificano tutto questo clamore e tutto questo trionfalismo da parte della cerchia di coloro che tutto capiscono e che ne sanno sempre più di tutti?
Semplice: nulla. Difatti, resta il nulla politico e “materiale” del tanto esaltato “Yes, we can”; residuano solo il nulla delle idee e l’ipocrisia dei tanti, troppi, beoti di casa nostra. Quelli - tanto per intenderci- a cui basta un po’ di buonismo, una manciata di melassa e di vacua filantropia “negromosessuale” per smarrirsi nel deserto delle proposte impossibili e per restare impantanati nel cimitero del pensiero niente affatto libero. Per la gioia dei ricchi finanziatori della campagna elettorale di Obama, (gli stessi di quella di Romney), ossia di coloro che hanno generato la crisi che strozza il mondo intero; con la grande sofferenza di tutti gli italiani e di tutti gli europei, ridotti ormai sudditi colonizzati da Sua Incosistenza Barack Obama. Oh, sì gridiamolo tutti in coro, allora : "Thank you, Mr. President!".

Roberto Marzola.

lunedì 5 novembre 2012

A VOLTE MI CHIEDO: SE CI FOSSE ANCORA IL DUCE?



Anno domini 2012: l’Italia della Costituzione democratica e antifascista, che permette la sospensione della democrazia medesima grazie all’imposizione di “governi tecnici”, sembra affondare sotto il peso dell’assenza di sovranità su tutti i livelli, dal debito pubblico, della disoccupazione, della dittatura bancaria, dalla disgregazione dello stato sociale, dell’alto costo delle fonti di energia e -perché no?- del crollo della natalità degli autoctoni. Davanti alla mole di dati, scritti ed elementi empirici che ben testimoniano il disastro ormai conclamato, mi faccio una domanda: cosa accadrebbe oggi se l’Italia, anziché essere asservita al liberalcapitalismo, fosse ancora la culla del socialismo mussoliniano? Cosa ne sarebbe dell’Italia, in altre parole, se quella guerra l’avesse vinta Lui o, almeno, se ci fossero ancora Lui e le Sue idee?
Non sono domande retoriche e non si tratta nemmeno di mera nostalgia; più che altro, si vuole proporre una riflessione critica su ciò che è stato il vituperato Ventennio e su cosa potrebbe ancora ispirarci oggi, grazie alla sua tremenda attualità, alla sua essenza quasi profetica.
Sarei stato proprio curioso di vedere, infatti, come tutte quelle lobby che affamano il nostro Paese, (dalla massoneria alle lobby speculative, dalle multinazionali ai gruppi bancari), avrebbero potuto sottomettere stati e popoli, al cospetto di un movimento che intendeva creare un popolo unito e coeso, senza spaccature tra “padroni” e “proletari”, tra “capitalista” e “prestatore d’opera”, tra “guelfo” e “ghibellino”, in modo che tutti partecipassero allo sviluppo e al progresso della Nazione; dinanzi ad uno stato centrale inteso non di certo come stato-apparato o stato-burocrazia, (come avviene nei paesi di matrice comunista), bensì come stato-etico di concezione hegeliana, ossia come fonte di libertà per il singolo e norma etica, nonché proteso al bene universale. 
Avrei voluto vedere le banche e le grandi aziende inseguire i loro guadagni folli e smodati a spese del popolo, se ancora vi fossero istituti come l’IMI e l’IRI, voluti da Mussolini per sostenere l’economia, evitare i fallimenti e, appunto, per monitorare l’operato di tutti i soggetti economici. Di sicuro, poi, non ci sarebbe stato l’Euro e non ci sarebbe stata l’Unione Europea, ma una Lira al passo con le valute più importanti, (ai tempi, la famosa “Quota Novanta”, per parificare il valore della moneta italiana alla Sterlina inglese), e una confederazione di stati, ciascuno dei quali signore in casa propria. A pensarci bene, ci saremmo pure risparmiati tutti quei sermoni su “quanto faccia bene cedere dei pezzi di sovranità nazionale”, firmati Monti e Napolitano. Vi pare poco?
Ancora: probabilmente non saremmo angosciati nemmeno da questo fantomatico debito pubblico, dato che il Governo fascista raggiunse il pareggio di bilancio già nel 1924 grazie al Ministro De Stefani e che, oltre 20 anni più tardi, il suo collega De Stefani consegnò alle autorità dell’ Italia “democratica” il bilancio della Repubblica Sociale Italiana, potendo vantare un netto attivo malgrado la guerra!
Pure l’economia sarebbe stata diversa, perché non più votata unicamente al profitto, bensì alla cd. “socializzazione”, ossia alla partecipazione del datore di lavoro e del lavoratore non solo al processo produttivo, bensì anche nella proprietà e nella gestione dei mezzi produttivi e, dunque, pure nella divisione degli utili. I lavoratori, magari, sarebbero ancora sostenuti come vennero sostenuti dalle organizzazioni corporative e le imprese alleggerite dal carico fiscale, proprio come allora. Si può addirittura sostenere che sarebbe molto più sviluppata e progredita anche la cd. "green economy",dato che già l'Autarchia mussoliniana suggeriva  una produzione a basso impatto ambientale e senza sprechi, capace di riciclare quasi integralmente i rifiuti generati e che fosse mossa, anche e soprattutto, da carburanti alternativi. Altro, dunque, che imprese che fuggono all’estero, (vedi la Fiat), e che minacciano la salute pubblica, (vedi il petrolchimico di Venezia o l’Ilva)!
Dulcis in fundo, mentre oggi si spingono i malati di SLA a protestare, si dimezzano le pensioni ai vecchi e si lasciano i lavoratori per strada, ieri si creava lo stato sociale, con misure di sostegno -giusto per fare qualche esempio- agli anziani, (Assicurazione invalidità e vecchiaia, R.D. 30 dicembre 1923, n. 3184), ai disoccupati, (Assicurazione contro la disoccupazione, R.D. 30 dicembre 1926 n. 3158), ai meno abbienti, (Assistenza ospedaliera ai poveri R.D. 30 dicembre 1923 n. 2841), ai lavoratori (Tutela del lavoratore di donne e fanciulli R.D 26 aprile 1923 n. 653), ai nuovi nati, (Opera nazionale maternità ed infanzia, R.D. 10 dicembre 1925 n. 2277 e Assistenza illegittimi e abbandonati o esposti, R.D. 8 maggio 1925, n. 798), ecc.
Insomma, siamo davanti ad un modello che, per un singolare scherzo del destino, curava già da allora i mali di oggi, a colpi di stato, etica, buon senso e giustizia sociale. Medicine, a mio modesto parere ancora valide per l'oggi. Quindi, mi chiedo e vi chiedo: perché non tornare a riflettere su questa "terapia"?  Che ne sarebbe dell’Italia e dell’Europa se avessero continuato la terapia contro il cancro moderno, individuato già da allora e che è tornato ad affliggerle da 70 anni a questa parte? In altre parole, cosa ne sarebbe di tutti noi se venisse ancora seguita la via indicata dal socialismo mussoliniano?
Io azzardo una risposta: un mondo migliore. Problematico, certo, ma sicuramente migliore. 

Roberto Marzola.

 P.S. Se vi chiedete il perché di questa mia risposta perentoria, rileggete l'articolo e cercate di approfondire i punti di volta in volta trattati.